sabato 12 agosto 2017

Conosciamo i finalisti : Vittoria Tomasi


Oggi conosciamo una nuova finalista del Premio La Quara, direttamente da Comacchio, Vittoria Tomasi.

Nata a Codigoro nel 1990, vive a Comacchio (FE). Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica (2012) e Marketing e Comunicazione aziendale (2016), è corrispondente da diversi anni per la testata Il Resto del Carlino di Ferrara e collabora con l’emittente televisiva Telestense-Telesanterno, dove conduce il programma “Cantieri per il futuro – storie ferraresi”. Nel 2014 ha esordito con il romanzo fantasy-storico Anita e la Setta dei Padroni del Tempo (Mannarino Editore) e diversi racconti pubblicati in varie antologiementre l’anno successivo esce il suo romanzo Welcome to Chrissi Island (Lettere Animate) e lo spin off Metà cuore a Chrissi Island (Lettere Animate). Nel 2016 esce il suo terzo romanzo Anita e il segreto di Venezia.




L'intervista a Vittoria:

1-    Cosa significa per te scrivere?

Scrivere per me è come respirare. Non credo che potrei vivere senza farlo.
La scrittura mi permette di rendere reale ciò che poco prima era solo nella mia testa. Amo dare vita a nuovi personaggi, costruendo i loro pensieri, le loro parole e le loro storie. E’ quello che faccio da quando sono piccola ed è quello che ho intenzione di continuare a fare per tutta la vita.
  
2-    In che modo hai affrontato nel racconto il tema dell'indifferenza?

Credo che l’indifferenza sia il male della nostra società e appena ho letto il tema del concorso non ho potuto fare a meno di raccontare una storia attuale, con l’intenzione di far riflettere il lettore. E’ difficile sintetizzare il percorso che mi ha portato a realizzare quel testo, perché parte da esperienze personali e riflessioni sulla cronaca dei giorni nostri.
L’indifferenza oggi è talmente radicata nella nostra società che spesso rischiamo di scambiarla per qualcos’altro: forza, coraggio o amore per se stessi. La paura a guardare al di là della nostra staccionata ci spinge a fare cose stupide o addirittura a non fare nulla. Non abbiamo più la forza di combattere le nostre battaglie, se non nascondendoci dietro a una tastiera. E sempre più spesso si tratta di propaganda finta, buonismo commerciale, materia di scambio per un paio di like. Vorrei che i giovani di oggi ricominciassero a vivere, a prendere posizione su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ho parlato del tema dell’indifferenza per spingere il mondo ad abbandonarla. 

mercoledì 9 agosto 2017

Conosciamo i finalisti : Maria Gabriella Licata

Se ricordate, l'anno scorso abbiamo avuto una finale tutta al femminile...ma anche quest'anno le donne non scherzano!

Procediamo quindi con la carrellata dei finalisti, oggi è il turno di Maria Gabriella Licata.


Nata ad Agrigento, dopo il liceo classico si è laureata  in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo e in Lettere presso l’Università di Bologna.
Nel 1981 si è trasferita a Milano, la città in cui vive, dove ha frequentato la scuola del Piccolo Teatro di G. Strehler (ora Paolo Grassi) come “assistente alla regia”.  Si è dedicata al teatro per alcuni anni e, successivamente, all’insegnamento, attività che svolge tutt’ora.
È autrice soprattutto di racconti brevi e poesie, risultati vincitori in numerosi premi letterari e inclusi in antologie collettive (Premio letterario Moak, Premio Stefano Marello, Premio C.Ulcigrai, Giallo milanese, Premio Malerba, Premio Casinò Municipale di Sanremo, Premio mostra del Tigullio e altri). Con  il romanzo “La bella signora Scimè” ha vinto il Premio Morselli 2015 per il romanzo inedito.



Anche lei ha risposto alle nostre domande:


1       Cosa significa, per te, scrivere?

Scrivere, per me, è aprire una porta su un mondo di vite, di sentimenti, di emozioni che sento dentro e che vuole trovare espressione. Sono situazioni che vedo intorno, sentimenti ed emozioni che immagino o che percepisco nell’aria,  che osservo agitarsi negli altri. Io cerco di dare loro una voce.

       In che modo hai affrontato il tema dell’indifferenza?

Non tutti siamo -per nostra natura- indifferenti, ma tutti corriamo il rischio di essere o di diventare tali.
Indifferenti alle ingiustizie, alle ruberie, ai favoritismi, ai bisogni degli altri, alle loro sofferenze. Indifferenti alla Verità. E non occorre guardare lontano, basta fermarsi sulle realtà più vicine:  il nostro ufficio, il palazzo, la metropolitana, la famiglia. 
Con il mio racconto ho cercato di fotografare un meccanismo. Come lo slancio primario dell’attenzione e della compassione verso gl
i altri, venga fagocitato -nella mente e nel cuore- dall’abitudine, dalla pigrizia, dall’amore di sé. Sino ad anestetizzare e deviare la nostra consapevolezza per mantenere inalterato lo status quo.

lunedì 7 agosto 2017

Conosciamo i finalisti: Doriana Cantoni

Il 26 agosto si avvicina e così iniziamo come da tradizione a conoscere i 5 finalisti che si contenderanno il titolo di vincitore del Premio La Quara 2017-4° edizione- e la conseguente pubblicazione del proprio racconto sul sito del "Corriere della sera".

Doriana Cantoni è la prima finalista che vi presentiamo, anche perchè è la più vicina.
Con grande sorpresa e piacere, infatti, fra i finalisti abbiamo scoperto una "valtarese", del vicino comune di Albareto.

Doriana Cantoni è nata a Parma nel 1969. Dopo la laurea in Filosofia nel 1993 presso l'Università di Bologna, ha insegnato per qualche anno in istituti privati, per poi abbandonare l'insegnamento e occuparsi di altro. Appassionata di arti marziali che ha praticato per lungo tempo, è affascinata dai racconti di memorie e dal concetto di tempo non lineare. Vive ora in un tranquillo paese dell'Appennino parmense, dove si dedica a tempo pieno alla scrittura.


Di lei ci scrive:

Cosa significa per me scrivere? Innanzitutto è dare voce, in modo certamente imperfetto, al calderone di emozioni che mi preme dentro e cerca di uscire. In questo senso è una liberazione, ma anche una scoperta. Attraverso la scrittura, fin dall'infanzia, ho capito di avere uno sguardo sul mondo personalissimo e per questo prezioso, come in fondo siamo tutti, ognuno a suo modo. Per scrivere ci vuole mestiere, ma soprattutto cuore, bisogna lasciare andare le proprie opinioni per dare spazio a qualcosa che va oltre quello che siamo, che non sarà mai come l'avevamo immaginato, prima di iniziare a metterlo sulla carta. Quando scrivo invento storie che non mi appartengono, se non forse nel profondo, vivono di quella libertà che è data dal non dovere rendere conto a nessuno, nemmeno all'autore. Possono correre via non appena ho finito, senza nemmeno voltarsi, sono altro da me, non richiedono né affetto né troppi discorsi per continuare ad esistere.
Ho pensato spesso a cosa voglia dire l'indifferenza, se possa definirsi una semplice mancanza di attenzione, oppure se nasconda in sé i germi di qualcosa di più oscuro, che si tramuta spesso in violenza. A vari livelli, nella vita quotidiana, siamo spesso indifferenti all'altro, per il poco tempo a disposizione che deriva da un'esistenza sempre più frenetica o anche perché badiamo unicamente alla nostra cerchia ristretta di parenti e amici. Erigiamo muri come se fosse la cosa più naturale del mondo e spesso ci scopriamo codardi di fronte al dolore dell'altro, perfino quando si tratta della nostra stessa famiglia. Il peccato più grande, se esiste, è non sapere più riconoscere nell'altro noi stessi, relegando le persone a comparse che contano poco o niente nel nostro splendido mondo, qualcosa che scorre e non rimane dentro che troppo poco, un attimo che non basta.

Ho scritto una piccola storia sul tema dell'indifferenza, di getto, come se fosse in attesa dall'altra parte e volesse essere detta per potermi liberare dai fantasmi che mi perseguitano. Adesso rimane sulla carta, eppure so che in qualche modo vive ancora, non solo per me, perché sarà letta e forse in questo modo saprà fare riflettere, anche solo per un istante, sul senso di questa vita così breve, eppure preziosa.




lunedì 24 luglio 2017

La finale si avvicina: la rosa dei nomi in gara


Manca quasi un mese alla cerimonia finale del Premio La Quara, il prossimo 26 agosto a Borgo Val di Taro.
E' in corso la stampa dell'antologia "Storie di indifferenza", a cura di Infinito Edizioni, che raccoglie le dieci storie arrivate alla semifinale, che sarà in distribuzione dal giorno della premiazione anche in formato ebook.
Una selezione difficile, per arrivare alla finale, che abbiamo lasciato alla decisione di cinque giurati davvero d'eccellenza: Liliana Segre, Ferruccio De Bortoli, Marcello Simoni, Caterina Soffici, e il nostro presidente Antonio Ferrari, che proprio la settimana scorsa ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Borgo Val di Taro.

Non vogliamo però lasciarvi ancora sulle spine, per cui procediamo ad elencare i 5 finalisti che saranno a Borgotaro, in ordine alfabetico:


  • Renzo Brollo
  • Doriana Cantoni
  • Luca Degasperi
  • Mariagabriella Licata
  • Vittoria Tomasi 
Complimenti a tutti e arrivederci a presto, nelle prossime settimane approfondiremo la conoscenza dei finalisti e presenteremo i grandi giurati che saranno presenti alla premiazione.
Vi anticipiamo infine l'immagine di copertina dell'antologia 2017, si tratta del dipinto "Madre del Vietnam" di Welleda Tomasi Cantù.


martedì 4 luglio 2017

I dieci semifinalisti della 4° edizione del Premio La Quara


154 racconti.
154 storie da tutta Italia, da scrittori di ogni età.

Come sempre è stata un'avventura, ma alla fine abbiamo i nomi dei 10 semifinalisti, in ordine alfabetico:


  • Barsanti Sonia (Viareggio-LU)
  • Basile Angelo (Milano)
  • Borromeo Laura Dina (Milano)
  • Brollo Renzo (Gemona-UD)
  • Cantoni Doriana (Albareto-PR)
  • Degasperi Luca (Trento)
  • Galeotti Sara (Roma)
  • Licata Mariagabriella (Corsico)
  • Postal Alessandra (Cognola-TR)
  • Tomasi Vittoria (Portogaribaldi-FE)



Ora il giudizio passa alla giuria, che sceglierà i 5 finalisti che saranno invitati a Borgotaro il 26 agosto.

Nel frattempo, i 10 racconti selezionati verranno pubblicati nella nostra consueta antologia edita da Infinito Edizioni.

Un grande grazie a tutti i partecipanti, e complimenti ai semifinalisti!



martedì 20 giugno 2017

Milioni di parole

...e così anche quest'anno chiudiamo la prima fase del Premio La Quara, le iscrizioni sono infatte terminate oggi alle 12 in punto.

Temevamo che il tema, difficile e insidioso, avrebbe potuto scoraggiarvi, e invece no: anche quest'anno, carissimi scrittori (perchè scrittori siete, anche se magari di giorno siete insegnanti, avvocanti, idraulici o chissà cos'altro...), siete stati tantissimi. Più di cento!

Che succede ora? Ora inizia il bello: la giuria tecnica sta leggendo e rileggendo le storie arrivate, da ogni angolo d'Italia, da nonni e da nipoti.
Nei primi giorni di luglio vi comunicheremo qui sul blog i nomi dei 10 semifinalisti, che passeranno al giudizio della giuria di qualità.

Un onore, per dieci di voi, essere letti da personaggi al vertice del panorama culturale della nostra nazione, scrittori, giornalisti, persone dall'intelletto raro, ma soprattutto dalla grande umanità.

Ferruccio De Bortoli, Liliana Segre, Caterina Soffici, Marcello Simoni e l'immancabile presidente di giuria, Antonio Ferrari, avranno il compito di selezionare i 5 finalisti che saranno invitati qui a Borgotaro il 26 agosto prossimo per la premiazione.

Grazie a tutti i partecipanti, quindi, per aver creduto in questo Premio, e alla giuria, per onorarci con la loro presenza, e ovviamente agli sponsor, Intesa Sanpaolo, Fondazione Monte di Parma e Valtarese Foundation New York, perchè senza di loro niente sarebbe possibile di tutto questo.

A presto!






sabato 6 maggio 2017

Un messaggio speciale dal Presidente di giuria Antonio Ferrari

Nei giorni scorsi siamo andati a Milano per incontrare il presidente della giuria del Premio La Quara, Antonio Ferrari, giornalista, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera.

Nel voler condividere la gioia di migliorare ogni anno il Premio, arrivando quest'anno ad una composizione di giuria praticamente insuperabile, Ferrari ha rilasciato un breve messaggio dedicato a tutti i partecipanti , a tutti i sostenitori e a chi ci segue con passione in questo percorso semplice, lontano dagli eventi "faraonici", ma autentico nella condivisione di sentimenti, emozioni, e amore incondizionato per la cultura in generale.